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giovedì 20 giugno 2024

Blog Tour Quarta Tappa "Nel paese di Bla Bla" - Le due facce dei social

Buongiorno lettori e lettrici 😉

Oggi è la mia tappa per quanto riguarda il Blog Tour del libro "Nel paese di Bla Bla" di Beatrice Masci. 

Ringrazio di cuore l'autrice, la casa editrice ed Elisa per avermi coinvolta e per l'opportunità 💗

Ecco il programma con tutte le tappe e mi raccomando seguite tutti i blog per le recensioni che verranno pubblicate nei prossimi giorni! 😁


17 giugno: Lilith Hendrix – Presentazione evento


18 giugno: Paper Purrr – I personaggi


19 giugno: Buona Lettura – Intervista all’autrice


20 giugno: La libreria di Anna – Le due facce dei social







LE DUE FACCE DEI SOCIAL 

Credo che tutti noi, come la protagonista di questo libro, appena sono nati i social, li abbiano visti come qualcosa di misterioso, di inutile o magari soltanto come strumento per mettere in mostra ogni secondo della propria vita. 

Li abbiamo visti con diffidenza, proprio perché erano cosa nuova e sconosciuta. 

Eppure ognuno di noi, al giorno d'oggi, ha almeno un social, che sia Facebook, Instagram, Tik Tok o i loro simili. 

Cosa ci ha spinto a "essere in rete"? Molti semplicemente si saranno iscritti per curiosità, altri come la nostra protagonista, per non sentirsi esclusi dalla società. E così, la nostra protagonista decide di iscriversi a Facebook e provare anche lei questi social di cui parlano tutti. 

Prima di parlarvi un po' della mia esperienza di blogger e come uso i social proviamo a rispondere a questa domanda: quali sono i pro e i contro dei social? 

In questo libro devo dire che l'autrice, attraverso la protagonista, ne ha messi in luce parecchi e se prima la nostra mamma protagonista ne era davvero entusiasta, poi ne perde il controllo fino a stabilire delle regole anche per tutta la sua famiglia. 

Per quanto riguarda i pro posso dire che la prima cosa che mi viene in mente è sicuramente che i social ci aiutano a rimanere connessi con i propri amici e parenti che magari abitano lontano, in pochi clic li si può rintracciare, ma si può anche conoscere persone nuove e stringere amicizie. 

Altro vantaggio è sicuramente ricevere notizie in tempo reale, assistere addirittura a dirette a distanza. 

Sono luoghi in cui si possono scambiare pensieri, opinioni sia pubblicamente nella propria bacheca che in gruppi in cui si può chattare su un determinato argomento. 

Naturalmente molte persone e aziende ci lavorano con i social, oltre a promuovere prodotti e servizi negli ultimi anni è nata anche la figura dell'influencer e devo dire che la nostra società ha davvero fatto un gran passo avanti riconoscendo questa figura. 

Molti vantaggi sicuramente, ma ci sono anche alcuni svantaggi come per esempio il furto d'identità. Essendo esposti pubblicamente bisogna stare molto attenti alla sicurezza digitale. 

Inoltre i social sono una vera e propria arma per quanto riguarda il cyberbullismo, la diffamazione, gli haters e molti altri reati. 

I social sono comunque una realtà in cui si rischia di credere a notizie false e possono creare dipendenza. 

Per quanto riguarda la mia esperienza personale, posso dire che aver aperto un blog e i social annessi in cui parlo liberamente delle mie letture mi ha aiutato molto per la mia timidezza e per la mia autostima. 

Tutto è nato per caso, dopo l'esperienza del servizio civile nella biblioteca del mio paese in cui consigliavo le letture alle persone indecise e magari scambiavo opinioni su alcuni libri letti. 

Così mi sono chiesta: perché non dare consigli anche sui social? E condividere le mie letture con altri lettori e lettrici? 

Aprendo i profili social mi confronto ogni giorno con altre persone che hanno la mia stessa passione, ho trovato anche delle vere e proprie amicizie. 

Inoltre scrollando sempre post e video con consigli librosi mi appunto le nuove uscite, i libri che mi interessano e leggo le recensioni dei libri che mi ispirano per poi acquistarli o metterli in wishlist. 

Ma non solo, se non avessi aperto i profili social non avrei conosciuto molti autori e autrici, non avrei collaborato con le case editrici e non avrei partecipato ad alcuni eventi. 

Inoltre con alcune ragazze ho anche creato dei gruppi di lettura per leggere assieme lo stesso libro e poi parlarne, quanto è bello confrontarsi con qualcuno? 

Anche se il settore dell'editoria è molto più "complicato" rispetto magari ai trucchi o vestiti credo che per darne visibilità internet e i social servano molto. 

Detto ciò, credo che i social devono essere visti come uno strumento di cui poter disporne in modo moderato e equilibrato. 

Come per tutte le cose, ci vuole un equilibrio e saperli usare consapevolmente, pensando sempre di essere esposti e di essere comunque visti pubblicamente. Questo vale anche per il linguaggio che si usa, bisognerebbe sempre pensare che anche se il linguaggio nei social è più diretto e amichevole, alla base c'è sempre il rispetto e la buona educazione. 

Il mio è un parere diviso comunque a metà, in parte positivo in quanto credo che la tecnologia abbia fatto molti passi avanti e i social se presi nella maniera corretta possono essere d'aiuto, ma comunque ci sono sempre dei contro (come quelli che ho citato prima) a cui è bene stare attenti. 

E se un giorno decidessero di chiudere tutti i social? 

Bè in quel caso credo che comunque i miei libri mi farebbero compagnia ugualmente e che continuerei a dare consigli sulle mie letture. 

E voi a quali social siete iscritti? Siete d'accordo con ciò che ho scritto? 

A presto con la recensione di "Nel paese di Bla Bla" 😃


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TRAMA 

Come fare a bilanciare vita reale e vita virtuale? Se lo chiede la protagonista di questo romanzo, mamma di tre figli e moglie di Roberto, che malgrado le sue ritrosie iniziali è costretta a confrontarsi con il mondo dei social e della vita online. Dalla gestione dei rapporti coniugali, ai nuovi linguaggi in voga tra gli adolescenti, all'ansia di dover essere sempre connessa con tutto ciò che le capita intorno, sarà costretta a fare i conti con una vita reale sempre più precaria e difficile da gestire. Con una scrittura vivace e ironica l'autrice ci consegna un romanzo che parla della vita di tutti noi, quella vita che corre a mille squilli l'ora anche quando noi arranchiamo solo al primo trillo della sveglia.

giovedì 18 gennaio 2024

Tappa Blog Tour "Il volo del canarino" Le ambientazioni

 


blog tour


Buongiorno lettori e lettrici 😀

Oggi partecipo al Blog Tour del romanzo "Il volo del canarino" di Franco Casadidio. 

Ringrazio l'agenzia Saper Scrivere e Elisa per l'opportunità 😉


Ecco le altre tappe da non perdervi: 


Paper Purrr - 15 gennaio (Il dilemma di Jurgen)

Les Fleurs Du Mal – 16 gennaio (Il dilemma di Sara)

Le letture di Adso – 17 gennaio (Quadro storico)

La libreria di Anna – 18 gennaio (Ambientazioni)

AnnaEsposito68 – 19 gennaio (Intervista all’autore)


il volo del canarino
SCHEDA

Autore: Franco Casadidio

Titolo: Il volo del canarino

Lunghezza stampa: 288 pagine

Lingua: Italiano

Editore: Drakon Edizioni

Data di pubblicazione: 30 luglio 2022





Questo romanzo è super adatto per il mese Gennaio, soprattutto perché il 27 Gennaio è la Giornata della Memoria. 

Attraverso le tappe del blog tour si ha un assaggio del romanzo ed eccomi, quindi, a incuriosirvi descrivendo le ambientazioni. 

Prima di tutto bisogna dire che il contesto storico in cui ci troviamo è la Germania alla fine della prima guerra mondiale, dalla firma dell'Armistizio ai trattati di pace delle nazioni vincitrici. 

Il romanzo si estende poi fino agli anni '80. 

L'ambientazione, inizialmente, è quella post bellica, una Germania in profonda crisi sociale, politica, istituzionale e economica. 

Ed è proprio in questo contesto che nasceranno forme estremiste di sinistra e destra e l'ascesa di A. Hitler. 

In questo contesto, l'autore descrive molto bene l'ambientazione: i soldati attraversavano paesi semi deserti, ormai svuotati dagli abitanti. C'è un'ambientazione silenziosa e solo nelle grandi città rimasero vecchi, donne e bambini perché gli uomini erano spediti al fronte. 

Si passa poi alla descrizione di Berchtesgaden, una cittadina tedesca in cui abitano i nostri protagonisti e in cui il panificio è la bottega centrale del paese. 

E' un piccolo paesino con un fiume, molto tranquillo, in cui i cittadini amano passeggiare e dove i nostri protagonisti respireranno l'aria delle alpi bavaresi. 

Dopo l'ascesa di Hitler l'ambientazione cambia radicalmente, nessuno sa cosa accadrà e ogni giorno ci sono nuove leggi a cui sottostare. Molte di esse limitano la libertà dei cittadini e vietano di fare alcune cose. 

Con le leggi razziali la popolazione è in subbuglio e uno dei nostri protagonisti deciderà di andare a Bad Tolz, il luogo in cui frequenterà la scuola di addestramento per cadetti delle SS. 

Questo edificio viene descritto dall'autore come un grande edificio bianco, che si estendeva per diversi ettari appena fuori il centro città e che venne inaugurato nel 1934. 

Il 1943 viene descritto da Franco Casadidio come un anno in cui la popolazione riceveva notizie di morte che arrivavano dal fronte e il cibo era scarso. Prima della guerra infatti la situazione era molto diversa, ora invece le risorse alimentari sono scarseggiate a favore dei soldati. 

Gli ebrei vivevano nei ghetti, questi erano quartieri in cui vivevano come animali in gabbia, in condizioni misere e senza igiene. Non potevano uscirne se non in determinate fasce orarie e la loro vita fu sempre più difficile. 

Da questi ghetti gli ebrei venivano deportati per essere trasportati nel lager. 

L'ambientazione del romanzo si sposta quindi al campo di concentramento di Maly Trostenets, un campo di sterminio nazista poco conosciuto ma terribilmente "efficiente", nei pressi di un piccolo villaggio alla periferia di Minsk, in Bielorussia.

Inutile descrivervi qui com'è l'ambientazione, perché credo che tutti sappiamo bene come era organizzato un campo di concentramento. 

L'ambientazione si sposta poi in Svezia grazie ad alcuni avvenimenti che accadono alla narrazione, per poi ritornare in Germania. 

La situazione che si respira è quella del dopoguerra in cui la gente vagava tra le rovine per cercare un po' di cibo, ma soprattutto acqua. 

Le tubature erano state distrutte dai bombardamenti che avevano raso al suolo le città e le poche ancora integre venivano sorvegliate dai militari per evitare sabotaggi o episodi di sciacallaggio. 

L'acqua era quindi razionata e distribuita con lunghe file di gente. 

La gente sopravvissuta viveva in capannoni, tutta ammassata e in condizioni misere. Si mangiava sempre la stessa cosa, non c'era acqua corrente e c'era la disinfestazione anti pidocchi. 

Nella parte finale l'ambientazione si sposa nel carcere di Spandau. 

Non è facile riprendere in mano la propria vita dopo la guerra e lo sanno bene i nostri protagonisti di questo romanzo. 

Pian piano la guerra sembra essere solo un ricordo e sembra tornare la pace in un'ambientazione che cerca di tornare tranquilla e con condizioni migliori. 




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IL VOLO DEL CANARINO


TRAMA 

Alcuni tra i più grandi avvenimenti storici della prima metà del ‘900 fanno da sfondo alla vicenda umana e sentimentale di due giovani tedeschi. Jürgen, rampollo di una famiglia dell’aristocrazia bavarese, nonché ufficiale delle SS, e Sara, ebrea per parte di madre, discriminata e perseguitata in base alle leggi di Norimberga varate da Hitler nel 1936, non riescono a sottrarre nemmeno la loro bella storia d’amore alla violenza sia culturale che fisica imposta da Hitler in quel drammatico momento storico. Dalla firma della resa tedesca nel 1918 alla crisi del ’29, dai primi anni del movimento nazista alla presa del potere nel gennaio del 1933, dalla “notte dei lunghi coltelli” a quella dei “cristalli”, dai tentativi di assassinare il Führer fino alla disfatta finale, passando attraverso la Conferenza di Wannsee e l’assassinio di Heydrich, ogni episodio viene raccontato con rigorosa precisione storica. I due protagonisti, lungo tutto il dipanarsi degli eventi, sono coinvolti in un’avvincente narrazione che si concluderà solo a metà degli anni '80.

martedì 21 febbraio 2023

Seconda tappa blogtour "Il tavolo blu" - Il rapporto madre-figlia dipinto nel romanzo






 Buongiorno lettori e lettrici 😀

Oggi partecipo con piacere al blog tour del romanzo "Il tavolo blu" di Manuela Costantini. 
Ringrazio per la collaborazione l'Agenzia letteraria "Saper Scrivere" e Elisa. 
Ringrazio per la copia cartacea la Morellini Editore. 


Queste sono le tappe del BlogTour con le relative tematiche:

20 febbraio: Paper Purrr – Il rapporto tra sorelle

21 febbraio: La libreria di Anna – Il rapporto madre/figlia dipinto nel romanzo

22 febbraio: Buona Lettura – Intervista all’autrice

23 febbraio: Hope and Paper – Ritratti dei personaggi femminili

24 febbraio: Les Fleurs Du Mal – Ritratto di un personaggio maschile: Scorza

blog tour il tavolo blu


Eccomi quindi a parlarvi del tema "il rapporto madre-figlia dipinto nel romanzo". 

Chi non ha un bel rapporto con la propria madre?
"La mamma è sempre la mamma" si dice, e anche in questo romanzo si conferma questo modo di dire. 

Fin dalle prime righe del romanzo ci viene presentata Diana, la madre di Mirna. 

Ci viene descritta come una bella donna, dai capelli neri e occhi di giada, che arrivò a Amalbena in compagnia solo della piccola Mirna. 
E' sicuramente una donna forte, coraggiosa, una donna che con la propria figlia ha dovuto ricominciare daccapo in un altro paese. 

Qui si è dovuta ambientare e trovare un lavoretto per mantenere sè stessa e la bimba. Iniziò quindi a raccogliere i pomodori e la frutta ed è in questo contesto che si innamorò di Ottavio, il suo capo. 

L'amore verso la figlia non è mai cambiato, anche se come tutti i rapporti genitori-figli non è un rapporto semplice, ci sono delle incomprensioni, delle liti, ma ci sono anche gli abbracci e le parole dolci. 

E proprio queste parole dolci Diana le scriveva su un diario di cui Mirna viene a conoscenza grazie a Ottavio. 

Da questo momento Mirna conosce una madre diversa, una madre che riportava dei pensieri semplici che riguardavano i momenti trascorsi, le giornate che passava, per annotarsele e per vivere il presente, perché per lei il tempo passa... ma i bei momenti devono rimanere nero su bianco. 

Ora però Mirna è rimasta sola, sua madre purtroppo non c'è più, sembra si sia suicidata e lei non riesce a farsene una ragione. 

Mirna vuole scoprire la verità, vuole capire perché sua madre abbia fatto questo gesto improvviso e soprattutto perché ha voluto abbandonarla. 

Non riesce a capacitarsi del fatto che non si sia accorta di nulla, del suo disagio, di qualche segnale o malessere che l'affliggeva e di questo ne soffre molto. 

Il legame ora è come una corda spezzata che non si può ricostruire, Mirna è triste e delusa e soprattutto è rimasta sola, in compagnia solo di Ottavio. 

Inizia così a cercare di elaborare il lutto, bruciando tutte le cose che possedeva la madre. 

Conoscendo bene la madre e avendo un bel rapporto con lei, per Mirna è difficile accettare che sia morta così improvvisamente, ma ecco che la corda intatta e poi spezzata, viene ricucita, ma in che modo, direte voi?

Mirna incontra Rachele, la proprietaria di un ristorante, sedendosi al tavolo blu, colore della calma e della mancanza. Scopre così che Rachele era la migliore amica di sua madre, hanno vissuto insieme in un orfanotrofio e hanno passato gran parte dell'infanzia e dell'adolescenza assieme. 


Mirna scopre così dai racconti di Rachele com'era sua madre, le difficoltà che ha dovuto affrontare e i momenti felici che invece ha passato. Crescendo, Diana e Rachele erano come sorelle, ma si sono perse di vista e purtroppo ora che finalmente potevano incontrarsi, Diana è morta. 

Per Mirna, che è una giovane ragazza, non è semplice elaborare tutto questo, soprattutto la vita passata di sua madre, fino a che, alla fine del romanzo, scoprirà un segreto tenuto nascosto per anni. 

Devo dire che l'autrice affronta molti temi importanti in questo romanzo e il tema rapporto madre-figlia è sicuramente uno dei più importanti. 

Mi sono molto immedesimata in Mirna, l'autrice descrive magistralmente il suo stato d'animo, non posso che aver provato pena ed essere stata triste per lei. Capisco che la perdita di una madre sia straziante e soprattutto perderla con un suicidio abbia innescato nella sua testa molti quesiti che non troveranno mai una risposta. L'ho capita molto e ho provato compassione per i suoi sentimenti. 

Al di là di questo trovo che tutto il romanzo gira sulla morte di questa donna, Diana, che tutti però dipingono come una donna coraggiosa, bella e sorridente nonostante le difficoltà che la vita le abbia messo davanti. 

Questo conferma che nonostante la morte, Diana, rimarrà per sempre nel cuore di Mirna, di Rachele e di Ottavio. 

Anche se l'autrice ha fatto fin da subito morire il personaggio di Diana, ha sollevato vari segreti che sennò non venivano alla luce e questo ha permesso a Mirna di crescere e maturare come donna e come figlia. 

Questo romanzo ha sicuramente un altro tema importante che è quello delle famiglie non di sangue. Ciò permette di mettere in luce che anche se un figlio non cresce con i genitori biologici, è comunque attorniato da persone che gli vogliono bene e che lo crescono con amore. 

Ecco, questo è il mio pensiero su questa tematica... mi raccomando seguite anche le altre tappe e ci vediamo la prossima settimana con la recensione completa! 

Buona lettura :) 


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martedì 21 giugno 2022

Seconda tappa blogtour "Ultimo sangue" - La protagonista

 





Buongiorno lettori e lettrici 😀

Oggi sono super emozionata sia perché inizia l'estate, sia perché partecipo a un blog tour e questo è un blog tour davvero speciale. 

Il libro in questione infatti è "Ultimo sangue" di Diego di Dio edito La Corte Editore. Grazie a Elisa dell' Agenzia letteraria Saper Scrivere per questa opportunità. 

Non vedevo l'ora di leggere questo nuovo romanzo di Diego con cui tra l'altro sto facendo un corso di editing online. 

Il libro l'ho terminato giusto giusto l'altro giorno e posso solo dirvi che è stupendo, ma di questo ne parlerò dettagliatamente nella recensione nei prossimi giorni. 

Dopo la tappa di ieri del Blog Paper Purr (che trovate qui👉http://paperpurrr.blogspot.com/2022/06/blog-tour-ultimo-sangue-di-diego-di-dio.html)  oggi vi presento la seconda e quindi vi parlerò della protagonista del romanzo, Alisa. 


Il calendario del Blog tour: 

20 giugno: Paper Purrr – Il ruolo della donna nel noir tradizionale e contemporaneo

21 giugno: La libreria di Anna – La protagonista

22 giugno: Buona Lettura – Intervista all’autore

23 giugno: Amore per i libri e non solo – I personaggi

 Il giornale di Roberto B. – Intervista doppia ad Alisa e Buba

24 giugno: Les Fleurs Du Mal – La Camorra e il contesto malavitoso

 Hope and Paper – Le ambientazioni






La protagonista di "Ultimo sangue" si chiama Alisa e il suo nome si verrà a scoprire soltanto alla pagina trentacinque del romanzo. 
La sua è una narrazione in prima persona ed è così molto semplice affezionarsi a questo personaggio. 

E' un personaggio femminile che inizialmente appare un po' intimorito dalla situazione, ciò che fa nella sua vita si svolge in un contesto malavitoso e quando il suo collega e compagno Buba uccide senza scrupoli una persona che doveva restituire del denaro che non ha, ne rimane un po' risentita; agli spari e alle uccisioni infatti non ci si abitua mai. 

Nonostante il contesto sia malavitoso e costituito perlopiù da uomini, Alisa nel corso del libro cambia il suo carattere e si mostra per quello che realmente è.  

Si scopre una Alisa molto forte, una donna che non ha paura di sparare e addirittura che prende decisioni e dice ad altri colleghi cosa devono fare. 

E' una donna che "sta sempre sul pezzo", veloce, scaltra, molto sveglia e dinamica. 
Non ha niente da invidiare agli uomini e anzi non fa leva sulla sua bellezza e femminilità, ma si comporta con naturalezza mostrando tutta la sua agilità. 

Pagina dopo pagina si conosce il suo passato: Alisa ha sempre vissuto con il padre in quanto la madre è morta. Il padre però era violento con lei, la picchiava e la rinchiudeva in uno sgabuzzino senza farla mangiare. La cosa più brutta è che il padre è stato il responsabile di averla venduta, per un patto, a delle persone malavitose che ne hanno approfittato.

Alisa purtroppo ha ancora questi ricordi, anche nel presente, il suo passato e ciò che ha subito se lo ricorderà per tutta la vita. 


Alisa del presente è una donna che spera di avere una vita diversa, sente sempre di più il bisogno di crearsi una famiglia e di vivere una vita "normale" lontano da armi, spari e criminalità. 

Ora ha una relazione con Buba, il suo addestratore militare, la loro storia è iniziata in un'istituto dove si sono scambiati il primo bacio ed è poi continuata fino a convivere insieme in un rifugio segreto. Entrambi essendo sicari vivono nascosti la loro relazione fatta di alti e bassi. Buba infatti ha messo in chiaro che non vuole una relazione con lei e anzi la vuole allontanare, la fa dormire in una stanza diversa anche se non è il suo volere. Lui cerca di mantenere le distanze per proteggerla, ma lei anche se ci rimane male non ci crede e fa di tutto per avvicinarsi a lui perché solo lui può essere l'uomo giusto per lei. 

Mi è piaciuto molto il rapporto che Alisa ha con il suo amico Diegarmando, lui è stato l'unico che le è stato vicino mentre il padre la picchiava e le ha salvato la vita. Alisa ne rimarrà molto turbata quando scopre che è morto perché per lei era più di un amico. 

Il rapporto più tenero e commovente è comunque quello tra Alisa e Jamila, una donna africana che ogni giorno in spiaggia guarda il mare nella speranza che gli porti suo figlio. La storia di Jamila è davvero commovente e ve ne parlerò nella recensione, quello che mi preme sottolineare è che questa donna che non conosce quasi nulla di italiano dà molto ad Alisa: è la sua confidente, la sua mamma, la sua amica. Alisa è molto affine a questa donna e le loro pagine sono ricche di emozioni. 

Leggendo il libro posso dire che ho amato il personaggio di Alisa, ma non perché sia la protagonista, proprio per la donna che è. Il suo carattere così determinato, la sua tenacia a non arrendersi mai, è un messaggio per tutte le donne di girl power. Lei più di tutte è l'eroina di questa storia che riesce a riscattarsi da un brutto passato per vivere una vita migliore. 

Non so se per la scrittura in prima persona o per come l'autore Diego abbia ben caratterizzato questo personaggio, mi sono ritrovata nel romanzo a tifare per lei, a vivere le sue avventure, le sue disavventure e mi sono davvero affezionata. 
Sicuramente Alisa è un personaggio che vi porterà a riflettere, ma vi farà anche tanto emozionare. 

Non mi resta che invitarvi a leggere il romanzo, seguire le prossime tappe del blogtour e rimanere sintonizzati per la recensione. 









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giovedì 26 maggio 2022

Quarta tappa Blogtour "Il tesoro del diavolo"




Buongiorno lettori e lettrici 😀

Oggi partecipo al blog tour del romanzo "Il tesoro del diavolo" di Luigi Panella. 

Ringrazio l'autore, la casa editrice Rizzoli e Matilde Bella per l'opportunità. 

Ecco a voi in questa quarta tappa il messaggio che si intende trasmettere al lettore attraverso la narrazione.


Da “Il tesoro del diavolo”.

“La stele era ancora lì, dopo oltre mille anni. La luce della torcia di Jean lasciava intravedere scritte e un rudimentale disegno sotto lo spesso strato di polvere. La via per Aztlan.”


Le avventure di frate Yves sono l’occasione per affrontare temi di grande attualità quali ad esempio: 

- il rapporto tra la Cristianità e l’Islam, la violenza che può scaturire da ogni religione e le dinamiche degli integralismi;

- le interazioni tra l’Occidente e l’Oriente mediterraneo, fatte non solo di contrasti e di guerra, ma anche di scambi commerciali e culturali;

- le difficoltà impreviste che possono incontrare grandi spedizioni militari in territori ostili; 

- le dinamiche dello sfruttamento coloniale, già presenti nel mondo antico e in quello medievale.






lunedì 16 maggio 2022

Terza tappa Blogtour "Il tesoro del diavolo"

 





Buongiorno lettori e lettrici 😀

Oggi partecipo al blog tour del romanzo "Il tesoro del diavolo" di Luigi Panella. 

Ringrazio l'autore, la casa editrice Rizzoli e Matilde Bella per l'opportunità. 

Ecco a voi in questa terza tappa l'ambientazione, come il contesto storico e sociale incide sulla vicenda


Da “Il tesoro del diavolo”:

Rimasto solo, Yves volse ancora lo sguardo verso l’affresco, ma presto alla figura celestiale della madre di Dio si sovrapposero altre immagini e gli parve di sentirlo, o forse era solo un alito di vento da una finestra rotta nella navata centrale. Il frate parlò a voce alta: «So che stai origliando, ma non osi entrare in questo luogo sacro. Sento il tuo respiro.»

 

Le crociate si prestano a storie di misteri, intrighi, battaglie e avventura. Il Duecento di Yves e Umberto è storicamente fedele e pieno di curiosità, diverso da come in genere viene immaginato. Per ricostruirlo è stato necessario realizzare una piccola macchina del tempo con l’aiuto delle fonti originali, che sono state un potente microscopio per avvicinare i personaggi, a tal punto da poterli vedere talvolta quasi muoversi da soli.





giovedì 12 maggio 2022

Seconda tappa Blogtour "Il tesoro del diavolo"

 





Buongiorno lettori e lettrici 😀

Oggi partecipo al blog tour del romanzo "Il tesoro del diavolo" di Luigi Panella. 

Ringrazio l'autore, la casa editrice Rizzoli e Matilde Bella per l'opportunità. 

Ecco a voi in questa seconda tappa la descrizione dei personaggi fisica e psicologica; quali obiettivi si pongono e come si evolvono nel corso della storia.


Yves le Breton, il protagonista, è ispirato a un personaggio realmente esistito, un frate domenicano che parlava arabo e accompagnò Re Luigi alla crociata facendogli anche da ambasciatore con i musulmani. Capelli rossi, penetranti occhi verdi, nel primo romanzo ha poco più di trenta anni, mentre nel secondo circa cinquanta. Dotato di grande intuito, non è tuttavia infallibile, né un vincente. È un inquisitore riluttante, privo di ogni fanatismo e tormentato dal contrasto tra la sua intelligenza e la fedeltà alla terribile missione affidatagli. 


Da “Il tesoro del diavolo”:

“Del resto, inutile nasconderselo, il gravoso officium che era stato il suo destino richiedeva uomini diversi, come Berengario da Verona o Mathieu de Bourbon. Da giovane, la sua inclinazione al dubbio gli aveva fatto pensare di essere inadeguato. Con il passare degli anni, tuttavia, aveva compreso come il dubbio fosse uno stimolo divino per indurlo a non fermarsi all’apparenza delle cose, rendendo più efficace l’adempimento della missione affidatagli da padre Mathieu quando era ancora un ragazzo: difendere il gregge di Dio dalle insidie del maligno, per consentirgli di amare il Signore con tutta l’anima, secondo il primo e più grande dei comandamenti”.


L’antagonista di frate Yves in entrambi i romanzi è Umberto di Fondi, anche lui ispirato a un personaggio realmente esistito, il “Ser Berto” citato nelle fonti arabe, una spia inviata segretamente da Federico di Svevia per informare il Sultano d’Egitto dell’imminente arrivo dei crociati. È un uomo d’azione, intrepido e spietato, ma anche leale e profondamente solo; il suo apparente cinismo cela in realtà un’esperienza terribile, che ha segnato la sua infanzia e la sua vita.


Da “Il tesoro del diavolo”: 

“Era arrivato da solo, come sempre. Il cavaliere avvolto nel mantello grigio aveva attraversato al passo l’accampamento saraceno tra gli antichi ruderi lungo la via Latina, ai piedi del monte dell’abbazia e poco lontano dalle mura di San Germano. Tutti gli asākir  che aveva incontrato si erano inchinati, riconoscendo Umberto di Fondi, barone di Acquaviva e siniscalco del regno, già membro della familia  dell’Imperatore Federico e amico personale del Sultano d’Egitto Baybars. Non aveva risposto a nessuno.”



giovedì 5 maggio 2022

Prima tappa Blog Tour "Il tesoro del diavolo"

 









Buongiorno lettori e lettrici 😀

Oggi partecipo al blog tour del romanzo "Il tesoro del diavolo" di Luigi Panella. 

Ringrazio l'autore, la casa editrice Rizzoli e Matilde Bella per l'opportunità. 

Ecco a voi in questa prima tappa la presentazione dell'opera e dell'autore😀


«Altre terre oltre i confini del mondo conosciuto?» osservò scettico Berengario. Yves si fermò e la sua voce fu un sussurro: «E se fosse questo, il tesoro del diavolo?».

(estratto da “Il tesoro del diavolo”)


il tesoro del diavolo
“Il tesoro del diavolo” è un libro composito, che ha il respiro ampio del romanzo storico e il ritmo incalzante del giallo. 

Il nucleo centrale della storia si snoda all’epoca dell’invasione angioina dell’Italia meridionale (1266) sullo sfondo del contrasto tra il papato e l’impero, ma il filo del mistero ci porta molto più indietro, fino agli ultimi giorni di Cartagine e anche oltre, a un segreto custodito gelosamente per millenni, a terre lontanissime e favolose. 

Il libro è il secondo volume di una serie ambientata nel medioevo intitolata “Le cronache dell’inquisitore” in omaggio al protagonista principale, l’inquisitore domenicano Yves le Breton; ogni volume, peraltro, come nelle serie gialle, è indipendente dagli altri, narrando una storia – e una indagine – compiuta. 

Il primo volume, “Nel nome di Dio”, è ambientato in Terra Santa all’epoca della crociata di Re Luigi di Francia (1250) e narra della caccia che si scatena intorno a un misterioso documento - rinvenuto a Gerusalemme nei sotterranei di una moschea - di cui vogliono impossessarsi l’inquisitore, i templari, l’imperatore Federico. L’autore è un avvocato, appassionato di storia, che da anni nel tempo libero si aggira tra archivi e biblioteche a inseguire le sue passioni. Sia il primo che il secondo romanzo sono costruiti su un doppio livello narrativo e temporale. Sono storie, in contesti storici diversi, ma in qualche modo legate da un filo invisibile che il lettore scopre nel corso della lettura. 


L'AUTORE 

Luigi Panella è un avvocato penalista che vive a Roma. Da sempre appassionato di storia, è coautore (con Marco Consentino e Domenico Dodaro) di un romanzo sulla tragica avventura del colonialismo italiano in Etiopia, I fantasmi dell’Impero (Sellerio 2017), diventato un caso letterario e vincitore del Premio Selezione Bancarella 2018. Si è poi dedicato alle “Cronache dell’inquisitore”, con “Nel nome di Dio” (Rizzoli 2021), vincitore del Premio Selezione Bancarella 2022, e “Il tesoro del diavolo” (Rizzoli 2022). L’uscita del terzo volume della serie è prevista per il 2023. La trilogia sarà pubblicata in Germania dall’editore Goldmann.   




lunedì 21 febbraio 2022

Terza tappa Blogtour "Doppia x"


 



Buongiorno lettori e lettrici 😀

Oggi partecipo al blog tour del romanzo "Doppia X" di Pier Fausto Pon. 


Ringrazio l'Agenzia letteraria Toniarini Dorazi, la Bertoni Editore e Matilde Bella per l'opportunità. 


Ecco a voi in questa terza tappa i personaggi del romanzo😀


DOPPIA X

Io non lo volevo fare. Non sono un super eroe, non sono buona, odio il mio prossimo, quasi sempre almeno. Non cercavo felicità, né rivincite. Pace, solo pace. Allora, perché l’ho fatto? Non lo so, anzi, lo so benissimo. Berto, è stato lui. È strano, con Berto: a volte lo odio per quello che mi ha fatto fare, a volte mi sbalordisce la consapevolezza che non potrei più fare a meno di lui, che non è un uomo, è qualcosa di più. O di meno, certo diverso da tutti gli altri che ho avuto la disgrazia di conoscere.

BERTO 
Il deus ex machina più sfigato del mondo A nemmeno cinquant’anni ho già perso tutto. Mi viene bene perdere, ci sguazzo dentro la sconfitta. Da otto anni ho tarato il mio organismo in modalità comatosa, una condizione che richiede molta disperazione, parecchia tenacia, nessun tipo di allenamento. Ma adesso, con Luca accanto a me, avverto un brividino che mi percorre dalla testa ai piedi: non è raffreddore, Il Covid ancora non c’è, deve essere speranza. Quella donna incredibile, quella donna assurda, quella povera donna, mi ha scagliato contro una possibilità. Mi sorprendo a pensare che non la getterò via come tutto il resto.

 LUCA 
Ho diciott’anni, sono suo figlio e ancora una volta mi chiedo: perché sono arrabbiato con lui? Non me lo ricordo più, sono passati troppi anni. Mi ha regalato per tre anni di seguito “il giovane Holden”. Non ho osato leggerlo, il libro mi attirava ma avevo paura delle parole di mio padre, l’inchiostro blu delle dediche scritte fitte nella pagina bianca prima dell’introduzione sfumato dalle lacrime, quella grafia tremolante che grondava disperazione. E non potevo fingere di non sapere che ero io l’oggetto di quella disperazione. Quella donna incredibile, quella donna assurda, quella povera donna mi ha fatto venire voglia di leggerlo, una volta per tutte, quel libro che è mio padre. 

NADIA 
Io sono la “qualcosa” di Berto. Non la compagna, fin dall’inizio ho capito che non ci sarebbe stato amore fra noi. Non l’amica: un’amica non ti fa certe cose sotto la doccia. Niente giri di parole con me, mi piace andare dritto al sodo. Berto dice che smonto utopie e rimonto certezze. Se lo dice lui. Non si scherza con me: so essere feroce come un pitbull, anche senza inghiottire polvere da sparo. Quella povera pazza si è abbattuta su di noi come una di quelle trombe d’aria che si vedono alla televisione. Non lascerò che Berto si faccia spazzare via, sono qui per questo. 

CUMELLI 
Quella fichetta dell’autore non mi ci voleva ma io me ne fotto. È bastata una strizzatina di coglioni per fargli cambiare idea: tutti froci, ‘sti scrittori. E poi, so dove abita. Io sarei il cattivo, non ci posso credere. Un tutore della legge e dell’ordine, un uomo tutto dedito ai valori della famiglia, sempre pronto a onorare l’ipotalamo coniugale, Nunziatina, la mia signora lo può testimoniare. “Dove lo trovi un altro uomo che ti mostra il suo apprezzamento tre, quattro, cinque volte al giorno? Oltretutto, negli ultimi anni si è un po’ appesantita. Sempre un gran culo, ci mancherebbe, ma bisogna lavorare sempre di più con l’immaginazione. E lì scatta l’amore, il sentimento. Non sono mica una bestia io, alla Nunziatina voglio davvero bene. Anche se non ha saputo darmi un figlio. E ha avuto pure il coraggio di dare la colpa a me, solo perché quegli esami di merda sulla sbo…Sullo sperma dicevano così. Come se non si sapesse da sempre che è la donna che fa il figlio o non lo fa. Punto. Tutto il resto, cazzate.



lunedì 14 febbraio 2022

Seconda tappa Blogtour "Doppia x"


 





Buongiorno lettori e lettrici 😀

Oggi partecipo al blog tour del romanzo "Doppia X" di Pier Fausto Pon. 


Ringrazio l'Agenzia letteraria Toniarini Dorazi, la Bertoni Editore e Matilde Bella per l'opportunità. 


Ecco a voi in questa seconda tappa le motivazioni del romanzo😀


Questa storia nasce dalla rabbia e lo sconcerto. Seduto a tavola, all’ora di cena, l’annunciatrice di turno mi rovescia addosso l’ennesimo fatto di sangue: un altro uomo ha ucciso un’altra donna. 

In alto a destra nello schermo, osservo il display che lampeggia l’aggiornamento del numero dei femminicidi nell’anno in corso, scuoto la testa: rabbia e sconcerto, appunto. Pochi istanti, il flash luminoso del cambio servizio mi distoglie, si parla d’altro; e la mia indignazione si ricolloca su qualcosa d’altro, magari un secondo di pesce troppo salato. Come sempre. 

Lo stato dovrebbe fare di più; la società civile dovrebbe fare di più; noi tutti dovremmo fare di più. Qualcuno dovrebbe fare di più. E se qualcuno decidesse di fare di più? 

Al di sopra della morale e della giustizia, aiutare una donna fermando il suo aggressore, poi cento, mille altre donne, ergersi a difensore di tutte, nella convinzione di poterci riuscire, tanto vana quanto l’idea di uccidere tutti i moscerini che piovono sulla faccia in una foresta del Borneo: roba da super eroi. 

Muoversi, agire, incanalare le molestie e i soprusi subiti in una forza al servizio degli altri. Ho pensato a una donna che, non troppo lucida né consapevole, si ritrova ad assumere questo ruolo ingrato e diventa Doppia X, la paladina delle donne che subiscono violenze di genere. Come tutti i super eroi, come recita il Vangelo secondo Stan Lee, dovrà avere costume, identità segreta e super nemico. Ma, Stan non me ne voglia da lassù, siamo in Italia, novellini nel campo dei super eroi ma consumati professionisti nel settore sentimenti. 

Insieme a lei, ho pensato ad altre solitudini che si coagulano in questo progetto folle e sgangherato per divenire una cosa sola: una famiglia. Una storia come questa non può che chiudersi un 25 novembre, giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nel tentativo di trasformare una data di cui ci si dimentica troppo presto in qualcosa di fattivo e concreto nelle nostre coscienze che germogli e si sviluppi ogni giorno dell’anno. 

Senza dover ricorrere a utopie o speranze illogiche, come Doppia X.

 Genova, settembre 2015. Qualcuno comincia a punire gli uomini colpevoli di violenze contro le donne: si firma Doppia X. Il primo è Cumelli, maresciallo dei carabinieri. Per la donna mascherata con la “X” sul petto e sulla schiena doveva essere solo un atto dimostrativo per indurlo a smettere di picchiare la moglie; ma le provocazioni del maresciallo le fanno perdere il controllo: Doppia X va ben oltre. Ma chi è Doppia X? Una donna troppo bella, una donna orrenda, un mostro, vittime della sopraffazione maschile. Un padre e un figlio che si cercano, Una poliziotta buona e un poliziotto cattivo, Una giornalista sulla rampa di lancio e i media di tutto il mondo a Genova, Un misterioso israeliano, il cigno nero, che insegue il suo brutto anatroccolo. Così nasce Doppia X. Il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la resa dei conti.

lunedì 7 febbraio 2022

Prima tappa Blog Tour "Doppia x"

 





Buongiorno lettori e lettrici 😀

Oggi partecipo al blog tour del romanzo "Doppia X" di Pier Fausto Pon. 

Le tappe in tutto saranno 3 più la recensione del libro.


Ringrazio l'Agenzia letteraria Toniarini Dorazi, la Bertoni Editore e Matilde Bella per l'opportunità. 


Ecco a voi in questa prima tappa la cover e la sinossi del romanzo😀


DOPPIA X

SINOSSI

È arrivata Doppia X, la supereroina che si batte contro la violenza sulle donne! 

Genova, come ai tempi del G8, diventa il centro del mondo, giornali e televisioni da ogni parte del globo vi si affollano per saperne di più sulla misteriosa donna mascherata che punisce i violenti, gli stalkers, gli stupratori, i femminicidi al ritmo di “Psycho” dei System of a Down. 

L’aiutano un uomo depresso e solo e suo figlio che, smarrito da tempo nella rabbia di una separazione, il padre proverà a ritrovare grazie al cinema di Truffaut. 

Fra il serio di un argomento affrontato con la massima partecipazione ed empatia, ed il faceto della cornice grottesca e fantastica, l’autore, Pier Fausto Pon, un odontoiatra di Genova, sulle note di “Into my arms” e “Foi na cruz” di Nick cave, ci conduce in un viaggio noir fra i vicoli e le delegazioni della città, con un finale, il 25 novembre, giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sul ponte Morandi.


martedì 25 gennaio 2022

Prima tappa blogtour "Il castello d'estate" - Le ambientazioni

 

il castello d'estate





Buongiorno lettori e lettrici 😊

Oggi con piacere partecipo al blogtour del romanzo "Il castello d'estate" di Martina Pregnolato. 
Il romanzo l'ho già letto e recensito, trovate la mia recensione qui 👉https://www.lalibreriadianna.it/2022/01/recensione-il-castello-destate.html

In questa prima tappa vi parlo delle ambientazioni del romanzo. 

blogtour


In ogni libro l'ambientazione è un aspetto fondamentale, perché permette di contestualizzare la storia e i personaggi. 

L'autrice Martina, nel romanzo, descrive prevalentemente una sola ambientazione, che è quella principale in cui si svolge la storia, anche se la protagonista Ginevra, comunque, ha viaggiato molto prima di arrivare al castello e vengono quindi menzionate le città di Londra, Barcellona, Amsterdam e Parigi. 

A Parigi l'autrice si sofferma maggiormente perché qui accade un fatto importante per la storia, la protagonista Ginevra conosce Pascal. Ecco quindi che viene descritto un bar tipico parigino in cui lavora Xavier e dove lavora poi anche Ginevra, con i tavolini fuori all'aperto racchiusi da transenne in legno e ombrelloni bianchi. 

Viene poi descritto dettagliatamente anche l'appartamento che è più un monolocale al piano superiore, in cui Ginevra alloggia. E' un open space molto luminoso e carino anche se l'odore di chiuso e di muffa fa intendere che è da un po' che non ospitava nessuno. 

Quando Ginevra lascia Parigi per venire in Italia dalla sua famiglia arriva al castello d'estate. 

Questa è l'ambientazione principale che viene descritta molto bene e me la sono immaginata molto nitidamente nella mia testa. Sembra quasi un castello da fiaba, molto elegante e chi di noi non vorrebbe viverci?

Vi accompagno ora pian piano, come una guida turistica, a conoscere la bellezza di questo ambiente.

Innanzitutto immaginate un castello immerso nel verde della Tuscia, siamo nel Lazio vicino ad un lago. 

La stagione è quella primaverile/estiva, con viti e ulivi che circondano il castello. Lo sceicco infatti amava coltivare le viti e il vino italiano della vite Malvasia e Aleatico. 

Piante e aiuole ben curate si trovano nel giardino, assieme a alberi e fiori dai vari colori. 

Ora immaginate di entrare nel castello, l'ingresso è grande e luminoso, i pavimenti sono di marmo ed è imponente un grande lampadario sul soffitto per dare ancora più luminosità. 

Ci spostiamo ora nel grande salone, un ambiente dalle pareti color pesca con molti quadri, ma soprattutto è un ambiente dotato di moltissime finestre e come ogni salone che si rispetti c'è un camino con sopra appesa la foto di famiglia. 

Ora ci dirigiamo nella cucina del castello, un ambiente di colore bianco sempre in ordine e impeccabile, ogni elettrodomestico è al proprio posto. 

Ora usciamo dalla porta sul retro e ci allontaniamo a piedi dal castello, sì perché poco lontano c'è la dependance di Ginevra, un piccolo alloggio carino e confortevole con lo stretto necessario, ma soprattutto dalla finestra si può vedere il cancelletto che conduce al lago al quale Ginevra è affezionata fin da bambina. 

Ma la vera sorpresa del castello è un angolino di paradiso costruito dal padre di Ginevra che fa il giardiniere: un piccolo giardino segreto. 

Al giardino si accede solo con le chiavi perché chiuso da un cancelletto tra due cipressi, al centro c'è un gazebo con tavolo e sedie in ferro e intorno una grande quantità di piante e fiori, un vero giardino da favola!

Devo dire che l'autrice ha descritto molto bene le ambientazioni, perché non ha descritto solo gli ambienti, ma anche i profumi. 

Ecco che all'interno si respira l'aroma del caffè sempre pronto e il profumo della cera dei pavimenti. All'esterno invece aleggia il profumo dei fiori, soprattutto quello della mimosa. 

Sicuramente l'ambientazione è uno dei punti forti di questo romanzo, l'autrice è stata abile nel farmi immedesimare nell'atmosfera del castello quasi da sentirmi presente nella storia. 



Per conoscere meglio questo romanzo vi consiglio di seguire anche le altre tappe del blogtour: 
 

La libreria di Anna (25 gennaio, le ambientazioni)

Un libro in cucina (26 gennaio, i personaggi)

Paper Purrr (27 gennaio, il futuro del romance)

Chiara Stanzadeilibri (28 gennaio, intervista all’autrice)



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