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venerdì 14 gennaio 2022

Recensione "Diario di un lavoratore stagionale"

 Buongiorno lettori e lettrici 😀

Anche oggi giornata di recensioni :) 

Oggi vi parlo di "Diario di un lavoratore stagionale" di Giulia Antonia Cordasco edito Dialoghi Edizioni che ringrazio per la copia cartacea omaggio e per la disponibilità.


diario di un lavoratore stagionale

SCHEDA

Titolo: Diario di un lavoratore stagionale. Tratto da un disagio vero

Autrice: Giulia Antonia Cordasco

Lunghezza stampa 116 pagine

Lingua Italiano

Editore Dialoghi

Data di pubblicazione 11 novembre 2021




Sono ancora scossa e basita da questa lettura che ho terminato poco fa, dopo aver chiuso il libro sinceramente non posso credere a ciò che ho letto e pensare che sono dei fatti realmente accaduti! 

Il libro è una sorta di diario che la protagonista nonché autrice Giulia scrive per raccontare la sua esperienza di lavoratrice stagionale in uno stabilimento balneare, nell'estate del 2019. 

Lo stabilimento è uno stabilimento di lusso e conta una quarantina di dipendenti, ma nonostante l'ambiente può sembrare sofisticato Giulia non sapeva a cosa andava incontro. 

Tutto è nato perché dopo mesi a cercare un'occupazione, su Facebook Giulia nota l'annuncio per un lavoro stagionale ben retribuito e invia il curriculum. 

Le viene fissato un colloquio con videochiamata online, lei nota subito già da qui che qualcosa non va e pensa di rifiutare, ma il direttore la convince offrendole il posto di vicedirettrice promettendole qualche euro in più. 

Giulia accetta l'offerta e si trasferisce, infatti l'assunzione comprende anche vitto e alloggio, ma appena arriva all'appartamento nota che non è nelle migliori condizioni ed è costretta a trasferirsi in un altro. 

Vengono poi descritte una serie di giornate in cui Giulia è costretta a lavorare molte più ore di quelle stabilite, lo stipendio non arriva regolarmente, i colleghi vengono spesso cambiati di mansione e di turno avvisati a mezzanotte del giorno prima.

Insomma, un lavoro che Giulia da vicedirettrice deve controllare e vuole migliorare, ma alla base manca proprio l'organizzazione. 

Lei è sempre disponibile ad aiutare i colleghi, addirittura si offre di continuare a lavorare senza neanche pranzare con il caldo afoso.

Il problema è che anche mettendocela tutta manca l'organizzazione che dovrebbe essere data dal direttore, invece in questo caso la figura del direttore è assente, lascia a casa dei dipendenti dall'oggi al domani per motivi futili e non organizza il lavoro dei dipendenti. 

Per quanto riguarda lo stile, esso è schietto e sincero e le pagine si leggono con semplicità.

Secondo me l'autrice Giulia ha fatto bene a raccontare la sua esperienza, una testimonianza di come il lavoro da dipendente (soprattutto quello stagionale) venga spesso sottovalutato e in alcuni casi i giovani sono proprio sfruttati per mancanza di organizzazione. 

Mi è piaciuta comunque la conclusione del libro, anche se per lei è stata un'esperienza negativa, l'importante è essere sé stessi sempre e portare in qualsiasi lavoro le proprie competenze e capacità. 

Un libro che anche se scritto con sottile ironia mi ha fatto riflettere molto. 

Buona lettura :) 


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TRAMA

Estate 2019. Giulia racconta in prima persona la sua surreale esperienza di lavoratrice stagionale presso uno stabilimento balneare di lusso in Italia. Gli eventi vengono narrati in chiave ironica, attraverso un diario quotidiano in cui sono riportati i dialoghi e i messaggi scambiati coi colleghi, ma anche le considerazioni personali dell’autrice riguardo ciò che sta vivendo. La vicenda inizia a maggio con la risposta all’annuncio di lavoro, i preparativi e l’arrivo in struttura. I primi dissapori si materializzano a giugno quando, alle porte della stagione balneare, la poca chiarezza su chi assumerà il ruolo di vicedirettore renderà difficoltosa a Giulia l’integrazione nel team già confermato. A luglio la situazione degenera. L’incapacità del direttore di organizzare il lavoro e la sua mancanza di professionalità, unite all’improduttiva invadenza del proprietario, causano continui problemi. In più i due, sempre più arroganti, scaricano i loro errori sui dipendenti, che si pugnalano alle spalle senza apparente ragione. L’appendice finale racchiude alcuni utili consigli per i lavoratori, stagionali e non, basati sulle esperienze dirette dell’autrice.

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