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sabato 16 dicembre 2023

Intervista a Manuela Chiarottino

 Buongiorno lettori e lettrici 😀

Grazie all'iniziativa di @ultime_dai_libri ho avuto l'occasione di intervistare l'autrice Manuela Chiarottino che ringrazio per il tempo e per la disponibilità. 

La recensione del suo romanzo "La libreria delle storie rimaste" la trovate qui 👉 https://www.lalibreriadianna.it/2023/12/recensione-la-libreria-delle-storie.html


Ciao Manuela, benvenuta sul blog, ti do del tu, ti va di presentarti brevemente a chi ci legge?

Ciao e grazie per essere tua ospite. Per presentarmi non posso che parlare del mio mondo, del tutto immerso nella scrittura, in quanto, oltre a essere autrice lavoro come editor, ghostwriter e ho seguito anche il percorso come operatrice di scrittura terapeutica.


Quando hai iniziato a scrivere?

Credo da quando ho preso la penna in mano, scrivendo storie che però rimanevano nel cassetto.

Il passaggio vero è proprio c’è stato nel 2014, dopo un periodo difficile in cui la scrittura è venuta in mio aiuto.


Parlaci del tuo libro “La libreria delle storie rimaste”, come è nato?

Volevo scrivere una storia reale ma nello stesso tempo un po’ magica e volevo ambientarla in quello che potrebbe essere il mio luogo ideale: un paesino immerso nel verde delle campagne inglesi, una vecchia libreria dove puoi trovare un gatto che dorme sullo scaffale, un’atmosfera di serenità.


Perché un lettore dovrebbe rimanere incollato alle pagine del tuo libro? Cosa ha di speciale?

Io definisco questa storia una carezza sul cuore del lettore, era il mio intento. C’è l’amore per i libri, la lettura e la poesia. C’è la semplicità delle piccole cose, il senso di solidarietà che a volte sembra essere smarrito. È una storia che parla di paure, ma anche di come queste possano essere vinte, insieme, fidandosi dell’altro e di se stessi. Parla di sentimenti, di vita e naturalmente di amore. E poi c’è un pizzico di magia, ma solo per chi vorrà vederla.


C’è qualcosa del tuo ambito personale che hai voluto riportare nel romanzo?

L’amore per i libri e la lettura come prima cosa, ma anche il mio essere “gattara”. Non per niente oltre ai protagonisti umani ci sono dei veri protagonisti felini alquanto particolari e uno naturalmente è un gattone nero come il mio Ronfo, il principino della casa.


Se dovessi descrivere il tuo romanzo con tre aggettivi, quali sceglieresti?

Romantico, magico, edificante nel senso collegato al genere up-lit.


Nel tuo nuovo romanzo ci saranno gli stessi personaggi o qualche new entry?


Troverete tutti i personaggi, qualcuno avrà maggiore spazio, ma ci saranno anche diverse newentry, tra cui una che sconvolgerà gli equilibri del gruppo.


Dedichi del tempo alla lettura, oltre che alla scrittura? Se sì, che libri ami leggere?

Purtroppo ho sempre meno tempo, ma di leggere non posso farne a meno. Leggo quasi di tutto, tranne horror e polizieschi puri. In questo periodo alterno romanzi sentimentali e thriller psicologici.


Qual è il tuo autore/autrice preferito? Hai preso ispirazione da lui/lei?

Mi piacciono molto Isabel Allende, Sophie Kinsella, Joanne Harris, Joël Dicker, ci sono anche altri autori di cui ho letto per ora solo un libro ma che già mi hanno colpito molto. Non so se ho preso ispirazione, senz’altro si assorbe qualcosa da tutto ciò che si legge e soprattutto da cosa ci piace.


Che cosa ti appaga di più nello svolgere l’attività di scrittrice?

Scrivere per me è un vero bisogno, mi piace creare nuove storie e riuscire a comunicare i miei pensieri, emozioni. Trovare riscontro nelle lettrici è quello che appaga più di ogni cosa, perchè in quel momento sento di aver raggiunto l’intento e di aver trasmesso quella data emozione, riflessione o interrogativo che io stessa mi ero posta.


Cosa si prova a vedere una propria opera pubblicata?

Soddisfazione e tanta ansia… quella mi rimarrà sempre.


Che rapporto hai con i lettori e con le recensioni?

Non sono una che controlla ogni giorno le recensioni, per fortuna devo dire che per ora ho avuto dei buoni riscontri, ma in ogni caso non amo le polemiche e ognuno è libero di commentare se pur si spera sempre in modo sincero e ragionato. Al di là di quello amo incontrare i lettori nelle fiere, nelle presentazioni… pur essendo timida, ve lo dico… mi commuovo ogni volta che qualcuno mi scrive in privato, come quando mi hanno chiesto di proseguire il primo romanzo perché non volevano abbandonare Bibery e il suo mondo, il rapporto diretto è bellissimo.


Che altre passioni hai oltre la scrittura/lettura?

Mi piaceva molto dipingere su ceramica, per un periodo mi sono dedicata anche ai quadri di sabbia, ma ora non ho più tempo. Mi piace il mondo olistico, sono anche counselor, e ho seguito corsi di reiki, pranic healing, amo rilassarmi col dolce suono delle campane tibetane o immergermi nei bagni di gong. E fosse per me viaggerei sempre, ma ahimè, lo faccio molto…molto di più nei miei libri.


In conclusione non posso che chiederti: hai altri progetti editoriali per il futuro?

In primavera dovrebbe uscire un nuovo storico, un romance regency, per me sarà il terzo di questo genere.


giovedì 27 luglio 2023

Intervista a Francesca Gerla

Intervista


Buongiorno lettori e lettrici 😊

Grazie all'agenzia letteraria Saper Scrivere e a Elisa ho intervistato l'autrice Francesca Gerla del romanzo "L'isola di Pietra" e la ringrazio per il suo tempo e la sua disponibilità.

Ecco il calendario dell'Inteview tour e l'intervista completa.


24 luglio: Paper Purrr

25 luglio: Le letture di Adso

26 luglio: Lilith Hendrix

27 luglio: La libreria di Anna

28 luglio: Buona Lettura


Ciao Francesca, benvenuta sul blog, ti do del tu, ti va di presentarti brevemente a chi ci legge?


Ciao! Grazie mille. Allora, da sempre coltivo una passione per le lingue straniere e per la letteratura, in particolare quella anglofona. Scrivo fin da piccolina un po’ di tutto. Nella vita ho lavorato a lungo come traduttrice e redattrice, e da qualche anno insegno lingua e letteratura inglese nella mia città. Prima di stabilirmi definitivamente a Napoli, ho vissuto in varie città perché ero curiosa di conoscere il mondo. Ho vissuto sia in Italia che all’estero, ma alla fine il mio cuore restava nel Golfo e ho scelto di tornarci.


Quando hai iniziato a scrivere?

Da piccolissima. Facevo un gioco, e cioè prendevo le figurine avanzate dagli album, le incollavo su dei fogli e scrivevo dei racconti ispirati alle immagini che vedevo, credo fossi in prima elementare. Poi ho continuato, scrivendo poesie, racconti e soprattutto un diario, che ho iniziato a dieci anni e ho scritto fino ai ventinove. Durante le settimane antecedenti la data del mio matrimonio, mi sono impegnata nella rilettura di tutti questi diari: in questo modo ho potuto osservare i cambiamenti che avevo vissuto con il passare degli anni, sia per quanto riguarda la percezione del mondo, essendo passata dall’infanzia alla giovinezza, sia per quanto riguarda lo stile. Considero questo momento di rilettura dei miei diari una sorta di spartiacque: da allora non ho mai più tenuto diari, ma ho iniziato a pensare seriamente alla pubblicazione delle storie che inventavo.


Parlaci del tuo libro “L’isola di Pietra”, come è nato? 

Il romanzo nasce da una immagine: una ragazza che corre sulle rocce dell’isola di Ventotene inseguita da un ragazzo una sera estiva, sotto lo sguardo benevolo della luna. L’idea era creare una metafora del rapporto tra uomini e donne: lei sicura e apparentemente spericolata, lui incerto, di fronte al grande dirupo del vero amore…


Perché un lettore dovrebbe rimanere incollato alle pagine del tuo libro? Cosa ha di speciale?

Credo che, al di là del significato che ho voluto dare a questa storia, delle metafore e dei simboli che ciascuno potrà ritrovare secondo la propria sensibilità, si tratti anzitutto di una storia d’amore, piena di segreti, colpi di scena, flashback, collegamenti, ritrovamenti. Il tutto, secondo un filo che collega ogni elemento del passato della protagonista: un ricordo evocato da tante sensazioni sensoriali quante sono quelle che la visitano durante le contrazioni. Il presente della narrazione, infatti, coincide con il parto di Pietra.


C’è qualcosa del tuo ambito personale che hai voluto riportare nel romanzo? 

In genere nei miei romanzi lascio sempre spie che chi mi conosce può riconoscere. Ad esempio, parlo di una gelateria dove andavo da bambina, oppure descrivo una casa avendo presente una vera abitazione che conosco, o rivesto un personaggio con le stesse fattezze dei miei conoscenti e parenti. Una curiosità: Pietra ha un occhio nero e uno nocciola, come una mia cara amica che si è subito riconosciuta… Ma, a parte questi omaggi, di mio nei romanzi c’è solo il desiderio di narrare e rispondere ad alcuni interrogativi di varia natura che mi pongo io personalmente sull’esistenza. Per il resto, è una storia inventata di sana pianta.


Nel romanzo viene trattato il tema della maternità, come mai questo tema?

Più che di maternità, si parla soprattutto di gravidanza e parto, una parte della vita della donna che raramente trova spazio, con dovizia di dettagli, nella narrativa. L’ispirazione nasce dal fatto che l’ho concepito poco dopo il mio primo parto e l’ho poi completato e organizzato per la pubblicazione mentre ero incinta della seconda. Le sensazioni che descrivo sono le mie: mi sono solo divertita a immaginare cosa avrei provato se avessi avuto un figlio da sola in una città non mia… Ho scelto di descrivere il parto perché è un momento speciale nella vita di una donna, in cui il corpo diventa padrone in maniera prepotente e sconvolgente. In una società come la nostra, così attenta a ripulire la vita quotidiana dagli elementi più vistosi e magari meno piacevoli della corporalità, spesso si perde di vista il dato inconfutabile che siamo animali e, in quanto tali, abitiamo un corpo che comanda su di noi più di quanto vorremmo. Nel quotidiano, la vita dell’anima appare preponderante, nel nostro costante confronto con il nostro io; ma nei momenti in cui il corpo vive esperienze estreme, come nella malattia e nel parto, siamo costretti a riconoscerci per quello che siamo veramente, una fusione di tensioni opposte, eppure necessarie le une alle altre. Con questo romanzo ho voluto sottolineare il ruolo predominante del corpo nella organizzazione dei nostri pensieri e della nostra vita intima.


Dedichi del tempo alla lettura, oltre che alla scrittura? Se sì, che libri ami leggere? 


La passione per la scrittura nasce dalla passione per la lettura, non riesco a immaginare la prima senza la seconda. Amo i romanzi che parlino di questioni esistenziali, che affrontino grandi temi. Non amo molto i romanzi di genere, anche se ogni tanto mi piace anche variare. Amo i grandi classici e le storie contemporanee appassionanti, che ci aiutano a capire meglio chi siamo oggi. L’ultimo libro che ho finito di leggere, ad esempio, è un bellissimo romanzo di Gianni Solla, scrittore napoletano, edito da Einaudi: Il ladro di quaderni. Una storia delicata e profonda. Attualmente, invece, sono alle prese con la rilettura di Frankenstein di Mary Shelley: spiegandolo in classe, infatti, mi sono resa conto di aver dimenticato alcuni passaggi fondamentali. Ho la fortuna di poterlo leggere in inglese, per cui intervallo alla lettura dei romanzi italiani quella di altri paesi e, se posso, leggo in lingua originale.


Qual è il tuo autore/autrice preferito? Hai preso ispirazione da lui/lei? 


I libri che ho amato sono tanti. Non tutti ovviamente mi hanno ispirato allo stesso modo. Tuttavia, posso dire che il titolo dell’isola di Pietra è un omaggio all’isola di Arturo di Elsa Morante, una storia che mi ha colpito molto quando ero ragazzina e che parla della bellissima isola di Procida.


Che cosa ti appaga di più nello svolgere l’attività di scrittrice? 


Creare personaggi, storie, vite che mi sembrano vere. La creazione è un processo entusiasmante, nel quale calarsi può risultare così coinvolgente da farci cambiare la nostra percezione della vita.


Cosa si prova a vedere una propria opera pubblicata? 


È sempre una bellissima emozione, come sentire il parere delle persone che lo hanno letto. Una soddisfazione impagabile.


Che rapporto hai con i lettori e con le recensioni? 


Sono sempre molto curiosa di sapere cosa ne pensano gli altri di quello che scrivo, anche perché non di rado mi è capitato che i lettori cogliessero elementi che non avrei immaginato. Spesso i punti di riflessione che mi hanno suggerito recensori e lettori hanno condizionato costruttivamente la mia scrittura.


Che altre passioni hai oltre la scrittura/lettura?


Amo molto il mare, come si può capire anche leggendo il romanzo. Adoro andare a teatro, cinema, nei musei soprattutto di arte contemporanea. Amo viaggiare, trascorrere molto tempo con la mia famiglia (non mi sembra mai abbastanza), e frequentare i miei tanti amici cui dedico tempo e attenzioni.


In conclusione non posso che chiederti: hai altri progetti editoriali per il futuro? 


Ho nel cassetto un romanzo inedito, ma attualmente sto lavorando a una raccolta di poesie che credo vedrà la luce nel 2024. È la prima volta che mi cimento in un progetto così esteso di poesie: spero davvero di riuscire a essere soddisfatta di questa ulteriore prova…


venerdì 24 giugno 2022

Intervista a Alessia Malvestio e Michele Boschiero

 


Buongiorno lettori e lettrici 😉

Eccomi qui con la rubrica "L'intervista del mese". 

Come sapete ogni mese intervisterò un autore/autrice per conoscere di più la loro vita oltre la scrittura. 

Con il mese di giugno, ho intervistato Alessia Malvestio e Michele Boschiero, autori del romanzo "Breve come la notte" per la Bre Edizioni. 

Io ho avuto il piacere di leggere e recensire il romanzo 👉 https://www.lalibreriadianna.it/search?q=breve+come+la+notte

Vi lascio la trama e l'intervista. 

Buona lettura! :) 

breve come la notte

TRAMA

Irene è una ragazza con un presente nebuloso e un passato che la tormenta. Introversa e disponibile, ama Riccardo e adora Alice, l’amica di una vita, ma il lavoro non la soddisfa. Ha sempre sognato di diventare pasticcera, non ce la fa più a consegnare pasti alle mense aziendali a bordo del suo sgangherato furgoncino. Aspetta solo una telefonata che potrebbe cambiarle la vita. È quando sembra che le cose vadano per il meglio, che scoppia un nuovo temporale: riappare Andrea. Perché l’ex fidanzato è tornato dalle macerie del passato? Cosa ne sarà di lei ora? Sarà disposta a dubitare delle proprie certezze? Ignorarlo è impossibile, cercarlo inevitabile. Nella vita, nel lavoro e in amore è necessario fare delle scelte. Bisogna rischiare e spesso le soluzioni non sono scontate. Sul suo cuore sta per calare una nuova Notte, troppo breve per dipanare ogni incertezza. Siamo davvero disposti a perdere noi stessi senza sapere cosa ci aspetta?



Ciao Alessia e Michele, vi va di presentarvi a chi ci legge?

Siamo Alessia e Michele, autori di “Breve come la notte”, e per quanto possibile cercheremo di parlare al plurale. Ognuno di noi si è avvicinato alla scrittura ormai diversi anni fa. Crediamo che questa passione sia intrinseca in noi stessi, come qualcosa di innato a cui non possiamo e non vogliamo rinunciare. È uno strumento che sfruttiamo per sfogarci, ma anche per imparare a esprimere emozioni e sensazioni quotidiane.



Quando avete iniziato a scrivere?

Alessia: la mia nonna ha una vecchia macchina da scrivere che mi ha sempre incuriosito. Ѐ stato proprio con questa che ho scritto le mie prime storie, prima di dedicarmi alla scrittura con l’attuale consapevolezza.

Michele: sono prima di tutto un appassionato lettore e la voglia di scrivere nasce proprio dai romanzi che ho letto. Fin da ragazzino ho invidiato le storie che leggevo, desiderando raccontarne altrettanto belle per affascinare altri lettori come me.


Parlateci del vostro libro “Breve come la notte”

Breve come la notte racconta la quotidianità, con le sue difficoltà e contraddizioni. Tutti noi abbiamo degli obiettivi da raggiungere e dei sogni a cui aspirare. Irene è esattamente questo: cerca la stabilità emotiva ed economica. Dopo anni di tormenti, finalmente tutto sembra andare per il verso giusto, con un lavoro, un fidanzato e una migliore amica, ma basta poco per far vacillare ogni certezza. L’ex Andrea ritorna nella sua vita con una proposta troppo allettante: un lavoro in una pasticceria, quello che ha sempre desiderato.

Irene è davvero disposta a mettere in discussione le proprie certezze?


Di che genere è? 

“Breve come la notte” è un romanzo rosa ma anche e soprattutto un romanzo di formazione. Attraverso le storie d’amore di Irene, prima quella con Andrea e poi quella con Riccardo, la nostra protagonista ha l’occasione di interrogarsi sulla propria vita, sul lavoro, su ciò che davvero vuole per se stessa. Nel corso del romanzo cercherà di trovare una risposta alle centinaia di domande che le daranno il tormento in seguito al ritorno di Andrea.


Che temi tratta il vostro romanzo? 

Il romanzo tratta temi delicati come la violenza sulle donne, fisica e psicologica. Riccardo infatti non è il fidanzato perfetto, ma è spesso preda della sua stessa rabbia, che in passato ha sfogato su Irene. Inoltre, cerca in tutti i modi di ostacolarla, di impedirle di prendere scelte che potrebbero avvicinarla alla realizzazione dei suoi sogni. E, purtroppo, anche questa è una forma di violenza.


Dedicate del tempo alla lettura, oltre che alla scrittura?

Certo, siamo convinti che non si possa essere bravi scrittori se non si è anche lettori. Entrambi leggiamo molto, spesso generi diversi. Ci piace la tranquillità e la spensieratezza che solo perdersi tra le pagine ci permette di ottenere.


Che genere di libri amate leggere?

Alessia: Amo leggere soprattutto storie drammatiche, che riescano a trasmettermi emozioni. 

Michele: leggo volentieri romanzi classici e d’avventura, ma anche narrativa contemporanea.


Che altre passioni avete oltre la scrittura/lettura?

Ci piace viaggiare, fare lunghe passeggiate tra i boschi e andare alla ricerca di posti nuovi da scoprire. Ultimamente molto meno, per i motivi che ormai tutti conosciamo, ma contiamo di rimetterci presto lo zaino in spalla. 


Avete altri progetti editoriali per il futuro? 

Entrambi stiamo continuando a scrivere, perché semplicemente non potremmo vivere senza. Stiamo sviluppando due storie diverse che speriamo possano raggiungere il pubblico molto presto. Al momento non possiamo dirvi altro, ma sentirete ancora parlare di noi.


Contatti

Per qualsiasi curiosità potete contattarci su Instagram, dove siamo presenti come @alessia_malvestio e @michele.bosk, su Facebook con i nostri account personali, e Alessia anche con la sua pagina “Alessia Malvestio autrice”. Ovviamente per conoscerci meglio potete leggere “Breve come la notte”. Si capisce molto delle persone leggendo ciò che scrivono.






martedì 25 maggio 2021

Intervista a Ciciriello Irma autrice di "La sorgente della morte"

 Buongiorno lettori e lettrici 😀

Ci ho preso gusto con le interviste ed eccomi qui con una nuova intervista a Ciciriello Irma autrice di "La sorgente della morte" edito Dragonfly Edizioni 

 

INTERVISTA A CICIRIELLO IRMA

SCHEDA

Titolo: La sorgente della morte

Autore: Irma Ciciriello

Numero caratteri (spazi inclusi): 225.996

Genere: Letteratura contemporanea (Sottogenere horror)







-Ciao Irma, ti do del tu, presentati a chi ci legge.

Ciao Anna. Grazie per questa opportunità. Mi chiamo Ciciriello Irma e sono una scrittrice e curatrice della collana CreepyWorld della Dragonfly Edizioni. 



-Parlaci di “La Sorgente della morte”, come è nato? A chi è dedicato?

La sorgente della morte è una raccolta di cinque storie tutte autoconclusive e sparse nel tempo e nello spazio. A fare da legame conduttore è questa fontana particolare che appare e uccide chiunque le si avvicini. È nato quando, la notte di Halloween, sono andata con amici a Orsara di Puglia. Qui c’è una vecchia casetta abbandonata dove viveva una veggente e c’era un piccolo cherubino inquietante sulla finestra. Da lì è nato il tutto. È dedicato a chi ci ha abbandonato, a chi ci ha fatto del male, chi ha dovuto lasciarci per sempre e a chi è dovuto restare.


-Quando hai iniziato a scrivere?

Ho iniziato nel 2017 perché avevo bisogno di una valvola di sfogo. Stavo passando un bruttissimo periodo e non c’era nulla che alleviasse la mia condizione. Molti hanno riso quando dissi che volevo scrivere un romanzo, ma non li ho ascoltati e sono andata dritta per la mia strada.


-Dedichi del tempo alla lettura, oltre che alla scrittura?

Oh, sì. Non potrei vivere senza libri. Sono una lettrice forte e non ho mai smesso dall’età di dieci anni.



-Che genere di libri ami leggere?

Un po’ di tutto. Principalmente fantasy, ma nella mia libreria trovi anche thriller, classici e horror. 



-Che cosa ti appaga di più nello svolgere l’attività di scrittrice? 

Il poter finalmente liberare le storie che mi frullavano sempre in testa e scaricare tutte le mie emozioni. Per me, è qualcosa di molto intimo.



-Cosa si prova a vedere il proprio libro pubblicato? 

È una bellissima emozione ed è ancora più bello quando lo acquistano e ti dicono che gli è piaciuto. 


-Che altre passioni hai oltre la scrittura/lettura?

Adoro i gatti e sono una piccola nerd. Mi piace viaggiare (infatti ho scritto un libro a quattro mani sul mio viaggio a Londra: Viaggi da nerd – Londra in 7 giorni a basso costo) e tutto ciò che è misterioso. 


-Hai altri progetti editoriali per il futuro? 

Al momento, mi sto concentrando sul rivedere due romanzi che ho tolto dal mercato e scrivere i sequel. Poi ci sono altre storie che ho iniziato ma che ho dovuto mettere da parte.


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SINOSSI 

La sorgente della morte è una raccolta di cinque storie, indipendenti l’una dall’altra, collegate da un filo conduttore: una fontana che uccide chiunque si avvicini.
La prima storia, Il Cherubino, racconta le vicende dello zar di Russia Andrea III, che si affida alla Veggente di Orsara per capire come governare il suo regno. Ciò che lo zar non ha considerato è quanto alto sarà il prezzo da versare. Dopo una sequenza di decessi avvenuti nelle vicinanze di fontane o di semplice acqua, lo zar porta il suo più grande prigioniero alla fontana della morte. Questa fontana, situata in un luogo nascosto, uccide le sue vittime annegandole e il corpo ricompare a metri di distanza. Alla fine, lo zar sconvolto dalla morte anche di sua moglie, decide di togliersi la vita.
La seconda storia, Il canto della morte, racconta di due coppie di amici che, innamorate, non possono stare insieme a causa della loro differenza di ceto sociale. I ragazzi scopriranno l’esistenza della strega di Sheela, che con uno stratagemma li trasformerà in sirene. Il prezzo da pagare per la loro libertà sarà di cantare e attirare esseri umani innocenti verso la scogliera del paesino, dove è situata una fontana, che uccide chiunque si avvicini. I due protagonisti, dopo la morte dei loro amici, troveranno il modo di ingannare la strega e riavere le proprie vite.
La terza storia, La maledizione di Madison House, riguarda la vicenda della famiglia Madison, che sconvolta da un’antica maledizione, uccide ogni primogenito maschio annegandolo nella fontana presente nel giardino segreto della casa. Il sacrificio del padre della giovane Emma pone fine alla maledizione e alla scomparsa della fontana incriminata. 
La quarta storia, La fontana dei 1000 corpi, racconta di una giovane ragazza Nina, che subito dopo una delusione d’amore da parte del suo ex ragazzo Jimmy, si ritrova vicino alla fontana maledetta. Essendo la millesima vittima, ha diritto ad un desiderio. Lei decide di far provare al suo ex tutti i sentimenti negativi, che ha riservato ad altre persone e che poi torni da lei implorando il suo perdono. Nel frattempo, non potrà morire. Il ragazzo passa più di cento anni godendo del dolore, che provoca alle altre persone fino a che non incontra la sua ultima fiamma. La sua disperazione risveglia il cuore del ragazzo, che decide di voler raggiungere il suo vero amore: Nina. Con uno stratagemma, la ragazza riesce a tornare in vita e a vendicarsi sia del suo ex ragazzo, sia della morte stessa. 
L’ultima storia, L’architetto, parla di come il potere della fontana ha avuto inizio. Tutto risale ad un giovane architetto, Bruno, che dopo la morte misteriosa di suo padre parla con la Veggente di Orsara, la quale gli rivela che la Morte vuole che costruisca un monumento. Se non adempie a questo compito la Morte gli porterà via le persone a lui più care. Il ragazzo all’inizio ignora questo avvertimento, ma si ricrederà dopo la morte di sua madre e del suo migliore amico Alfio. Per salvare la vita della sua giovane amata, Bruno costruisce una fontana credendo che il suo compito sia concluso. La giovane è stata promessa ad un altro e Bruno, incapace di rinunciare a lei, decide di andare a casa sua e convincerla a fuggire. Durante la loro fuga, il promesso sposo li raggiunge e durante la colluttazione Bruno cade nella fontana, dando effettivamente inizio alla sua maledizione.  

martedì 11 maggio 2021

Intervista a Tania Calabrò autrice di "Sette Brocche di Filastrocche"



Buongiorno lettori e lettrici 😀
Oggi sono emozionata perché per la prima volta non vengo intervistata io, ma intervisto io un'autrice.

Si tratta di Tania Calabrò Cami che ha pubblicato il suo libro di poesie "Sette Brocche di Filastrocche" con la Dragonflyedizioni. 




Ciao Tania, ti do del tu, ti vuoi presentare a chi ci legge?

Ciao Anna, ciao a tutti. 
Mi chiamo Tania Calabrò, ho 49 anni, abito a Messina e ho una grande passione per la poesia in rima baciata. 



Quando hai iniziato a scrivere?

Scrivo sin dalle scuole elementari. È una passione innata. 




Parlaci di “Sette Brocche di Filastrocche”, come è nato? A chi è dedicato?

“Sette brocche di filastrocche” è una raccolta di filastrocche rivolta ad un pubblico di adolescenti ma che leggono anche gli adulti perché si tratta di letture brevi, semplici e coinvolgenti. 

È nato dalla volontà di stare vicino ai ragazzi durante il difficile cammino verso l’età adulta. 

È dedicato a tutti noi. Esso, infatti, tratta tematiche molto diverse tra loro, ma che hanno un unico obiettivo: descrivere l’essere umano e analizzarne l’animo in tutte le sue più svariate sfaccettature. 
Senza mai dimenticare di inserire di tanto in tanto, una filastrocca “più leggera” per smorzare i toni e strappare un sorriso. 



Dedichi del tempo alla lettura, oltre che alla scrittura?

Credo che sia difficile scrivere se non si legge. 
Le mie filastrocche, spesso sono gocce di storia, trasformate in versi. Dunque,  prima di prendere la penna, devo studiare bene l’argomento. 



Che genere di libri ami leggere?
Amo Jane Austen e tutti i libri che parlano del Risorgimento. 



Cosa si prova a vedere pubblicato il proprio libro? 

Hai la sensazione di avere tra le mani una creatura nata dal tuo cuore. Lo ami con tutta te stessa e lo proteggeresti da tutto e da tutti. 
Sono molto grata alla Dragonfly Edizioni per l’opportunità che mi ha dato. 



Che cosa ti appaga di più nello svolgere l’attività di scrittrice? 

Dare un messaggio di amore, di pace e di speranza ai miei lettori, è per me la cosa più bella del mondo. Certo non posso ignorare che l’uomo ha commesso errori gravissimi. 
Ma mi appaga tanto descrivere l’uomo che vive per amare il prossimo. 



Che altre passioni hai oltre la scrittura/lettura?

Mi piace cucire, ricamare, l’uncinetto e il fai da te. 



Hai altri progetti editoriali per il futuro? 

Sto ultimando una raccolta di poesie, sempre in rima baciata, che si basa su un immaginario dialogo tra Dio e l’uomo: un Dio che parla di amore e non di religione e un uomo che si mostra in tutta la sua luce e in tutta la sua fragilità. 


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