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lunedì 17 marzo 2025

Intervista doppia a Matteo Targioni e Venere Woods

Buongiorno lettori e lettrici 😉

Grazie a Eds Italia ho avuto l'opportunità di intervistare Matteo Targioni e Venere Woods che sono arrivati terzi ad un concorso promosso proprio da Eds Italia. 

Ecco a voi l'intervista doppia! 

Buona lettura :) 



Ciao, benvenuti sul blog, vi do del tu, vi va di presentarvi brevemente a chi ci legge?

Venere:

Sono un’autrice romance e Venere Woods è il mio alter ego senza censure, la mia parte

complessa e dark che a volte, spesso in realtà, sente il bisogno di emergere. Quando

leggo una storia solitamente tifo per il cattivo; mi piace raccontare di inetti e psicopatici

perché li trovo tremendamente affascinanti. Vorrei che il sesso smettesse di essere un

argomento tabù che è un po’ come dire che vorrei la pace nel mondo.


Matteo:

Ah be’, difficile descrivermi in poche righe, sono un bel frullato di contraddizioni. Tenetelo a

mente, appiccicatemi un’etichetta e siate pronti a strapparla via.

Da bosco e da riviera… poco bosco, molta riviera. Le persone che parlano spesso di

lavoro mi annoiano, la vita è troppo breve e imprevedibile per non concentrarsi di più sul

piacere. Studio per gusto, scrivo per provare a trasmettere ciò che ho dentro. Amo i

dettagli, gli ambienti ricercati, i salotti di confronto; l’eleganza con qualche macchietta. E

prediligo sempre la compagnia femminile.


Quando hai iniziato a scrivere?

Venere:

Ho iniziato a scrivere a quindici anni, la prima storia era un fantasy romance, ovviamente

agegap, che tu Anna conosci bene. Ho continuato scrivere anche negli anni successivi

con alti e bassi. Mi sono laureata in Lettere per poter trasformare la passione in lavoro. A

gennaio 2023 ho iniziato a pubblicare con CE e da giugno 2024 mi occupo di editing.


Matteo:

Dal 2022. Da quando ho sentito premere forte il bisogno di esternare il mio amore per le

relazioni, e tutto ciò che ne consegue. Scrivo di sesso e sentimenti, poco m’interessa

trattare di qualcos’altro senza che questi due elementi siano presenti. D’altronde scrivo

romance, e mi piacciono le sfumature dark, i personaggi un po’ rotti, tormentati, che

amano spasmodicamente, e che nel lasciarsi travolgere dalla passione abbattano i propri

limiti. Ho pubblicato il primo romanzo – Rouge Noir – , nell’estate del 2024.


Come vi siete conosciuti?

Ci siamo conosciuti su Instagram, leggendo i nostri rispettivi libri. Dopo aver letto le opere

l’uno dell’altro, abbiamo iniziato a scambiarci opinioni e riflessioni, dando il via a un

dialogo che ci ha fatto capire di avere parecchie opinioni in comune.


Siete contenti che il vostro racconto sia arrivato terzo? Avevate già partecipato a

questo tipo di concorsi?

Sì, siamo molto contenti del risultato anche se, naturalmente, si punta sempre alla vittoria.

Per Venere era la prima volta in un concorso di eds, mentre io avevo già partecipato in

passato, ma questa è stata la prima volta che sono salito sul podio. È stata un’esperienza

emozionante e gratificante per entrambi.


Di cosa parla brevemente il racconto che è arrivato terzo al concorso Eds?

Il nostro racconto esplora l’intensità della passione che nasce all’improvviso tra due

sconosciuti, che si riconoscono istintivamente come anime affini. Si incontrano per caso, in

un contesto particolare legato a un’intervista, e in quel breve lasso di tempo scatta

qualcosa di irresistibile, un’attrazione folle e inesorabile, come se il destino avesse già

scritto la loro storia. Il fulcro del racconto è proprio questo riconoscersi profondo e

inspiegabile, che trascende la logica e li spinge l’uno verso l’altra senza possibilità di

opporsi.


Come è stato scrivere un racconto a quattro mani? Come vi siete coordinati?

Scrivere a quattro mani è stato un’esperienza molto divertente e naturale per entrambi. Fin

da subito ci siamo trovati in sintonia, complice il fatto che scriviamo lo stesso genere e

abbiamo uno stile che si armonizza bene. Abbiamo iniziato suddividendo i punti di vista,

ognuno lavorando sulla propria parte, e poi li abbiamo rivisti insieme più volte, affinando il

testo fino a ottenere un racconto coeso e bilanciato. Il nostro feeling nella scrittura ha reso

il processo fluido e stimolante.


C’è qualcosa del vostro ambito personale che avete voluto riportare?

Venere:

Per quanto mi riguarda, ho vissuto in prima persona l’intensità di una passione improvvisa,

quasi innaturale, che travolge senza lasciare scampo. Ho cercato di trasmettere questa

sensazione nel racconto, sperando che emerga in modo autentico e coinvolgente. Credo

che le esperienze personali, soprattutto quelle più forti ed emozionanti, diano profondità

alla scrittura e permettano al lettore di percepire la verità delle emozioni raccontate.

Matteo: 

C’è sempre del mio in ciò che scrivo: vissuto, desiderio, fantasie, letto, ascoltato, visto… e

io ascolto e vedo tanto. Ho una indole istintiva, almeno nei racconti, a differenza della vita

reale, posso far prevalere questa mia caratteristica senza troppi freni.

La parte dell’incidente aereo era molto più lunga, abbiamo dovuto tagliare parecchie parti

per rientrare nei limiti dei 30 k, mi sono divertito molto nello scrivere quella scena perché

sono stato pilota di velivoli a elica e anche se non ho mai fatto alcuna “bravata” per

impressionare una bella fanciulla, direi che una donna potrebbe essere l’unico vero motivo

per cui valga la pena di farne qualcuna.


Oltre alla scrittura, vi piace la lettura? Che genere amate leggere?

Venere:

Ovviamente sì, amo leggere! Il romance è il mio genere preferito, in tutte le sue sfumature,

con una predilezione per il dark, ma non mi limito solo a quello, mi piace spaziare tra vari

generi. Credo che la lettura sia fondamentale per chi scrive, non solo per ispirarsi, ma

anche per crescere e affinare il proprio stile. Il miglior libro che ho letto nel 2024 è stato

L'ultima cosa bella sulla faccia della terra di Michael Bible, centotrenta pagine di narrativa

americana cruda e realista, ben lontano da quello che è il mio genere di riferimento.

Matteo:

Certamente sì. Spazio i generi, ma cerco sempre qualcosa che sia affine con quello di cui

scrivo io. Sono piuttosto selettivo, nella vita in generale, un cosa deve catturarmi, mettermi

voglia di approfondire, oppure aiutarmi a implementare qualcosa che già conosco,

insomma deve servirmi, altrimenti evito a piè pari.


Collaborerete ancora in futuro? Avete già qualche progetto?

Assolutamente sì! Ci siamo trovati molto bene a lavorare insieme e sicuramente ci

saranno altre collaborazioni in futuro. Per ora non possiamo svelare nulla, ma possiamo

dirvi che abbiamo già qualche idea in cantiere… Stay tuned!


Dove possiamo seguirvi? 

Venere:

@venerewoodswriter

Matteo:

@matteotargioni


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