Buongiorno lettori e lettrici 😊
Oggi vi parlo di poesia. Il libro è "Non te l'ho mai detto" in uscita proprio oggi 24 settembre, di India Solari, che ringrazio per la sua gentilezza, per la collaborazione e per la copia in anteprima.
Buongiorno lettori e lettrici 😊
Oggi vi parlo di poesia. Il libro è "Non te l'ho mai detto" in uscita proprio oggi 24 settembre, di India Solari, che ringrazio per la sua gentilezza, per la collaborazione e per la copia in anteprima.
Buongiorno lettori e lettrici 😀
Oggi vi segnalo questa nuova silloge poetica "Lembi edificabili" appena uscita il 30 ottobre dell'autore Mario Saccomanno.
Vi lascio qualche info
Autore: Mario Saccomanno
Pagine: 144
Editore: L’Erudita – Giulio Perrone editore
Genere: Poesia
Data di uscita: 30 ottobre 2021
Prezzo: 15 €
La silloge Lembi edificabili è suddivisa in tre sezioni: Polemos, Sfogliarmi e Porti. Le poesie sono precedute da una breve composizione, Inverarsi, che funge da bussola per l’intero testo. Infatti, nei versi che la compongono è prontamente chiarito il modo di procedere che connatura la raccolta.
Schematizzando – e facendo propria la modalità tipica con cui comunemente è indicata l’indagine filosofica hegeliana – si può affermare che le tre sezioni in cui è strutturata Lembi edificabili rappresentano, rispettivamente, tesi, antitesi e sintesi di un percorso che prende le mosse dal bisogno di interrogarsi sulle sfaccettature che contraddistinguono i lembi d’ogni esistenza.
Polemos, affidandosi alla mitologia greca, è il demone della guerra, anche civile. Non solo: dal termine deriverebbe la parola italiana polemica. Tenendo in mente questi due significati a cui polemos rimanda, è possibile notare come tutte le poesie contenute nella prima sezione della silloge palesino proprio uno strappo polemico sorto dal bisogno di descrivere e dare voce alle esigenze di chi si trova impigliato ai margini della società e della propria esistenza, per i più svariati motivi.
La seconda sezione, Sfogliarmi, è il momento riflessivo, l’antitesi, il prezioso negativo che solo può dare concretezza a quanto affermato in precedenza. In questo contesto vengono decifrate le mille sfumature della solitudine, le divergenze quotidiane del proprio universo, gli spettri della propria esistenza. È il momento necessario per far sì che si possa avvalorare il primo sguardo sulle cose, è il tema stringente dell’attualità.
L’ultima sezione si chiama Porti. Porto è da intendere non solo come luogo di arrivo, ma anche come punto di partenza. Porto è sinonimo di un eterno incontro-scontro di civiltà, di un crogiolo di identità che si trovano perennemente in contatto. Per questo motivo, in questo brulicare di vita come sfondo delle poesie della sezione, vengono discussi gli approdi del percorso compiuto nelle due fasi precedenti della silloge. L’interesse primario è mostrare come gli slanci intellettuali e i risvolti interiori di ogni individuo debbano necessariamente fare i conti col pullulare di tutte le individualità con cui chiunque entra quotidianamente in contatto.
L’intero cammino tracciato (e qui brevemente riassunto) deve fare i conti con la realtà, trovare la sua compiuta conformazione in un processo che è a tutti gli effetti dialettico. Le ultime poesie sottolineano l’importanza di non ancorarsi sui risultati ottenuti. Così, il porto diventa un ennesimo luogo di partenza. Ogni traguardo deve essere inteso come un lievito, come base per una nuova ennesima visione da costruire per giungere a una nitidezza ancora maggiore rispetto alla precedente.
Da quanto affermato finora, sarà ormai facilmente comprensibile il titolo scelto per la raccolta. Lembi edificabili è un riferimento a quegli strati sottili, spesso accantonati dalla sicurezza, molte volte fasulla, data dal vivere la propria quotidianità. Fare affidamento a quei lembi, sia interiori, sia esteriori, permette di scrutare nuovi orizzonti e consente di formulare domande capaci di sciogliere le riserve su molti pregiudizi che, anche inconsciamente, ognuno trascina nel proprio percorso.
Buongiorno lettori e lettrici 😉
Oggi ho il piacere di ospitare l'intervista che ho fatto a Francesca Patitucci autrice di "Nuda l'anima in risacca" edito Dragonfly Edizioni.
Si tratta di una silloge poetica, ma conosciamo meglio Francesca.
- Ciao Francesca, ti do del tu, presentati a chi ci legge
Sono una donna calabrese, vivo a Salerno da quando ero ragazzina, per motivi di studio.
Qui mi sono fermata a vivere per sempre, vicino al mio amato mare, come quello della mia terra d'origine.
Sposata con due figli, ho lavorato per circa venti anni in una multinazionale tedesca, nell'ambito delle Risorse umane.
Ora docente di lingua inglese in un Istituto paritario, poiché ho laurea in lingue e letterature straniere.
- Quando hai iniziato a scrivere?
Da bambina ho sempre amato leggere e scrivevo il mio diario del cuore, lì confidavo sentimenti, angosce, desideri, sogni, emozioni.
Se un pensiero mi colpiva andavo subito ad annotarlo, per non dimenticarlo.
Mi piaceva scrivere ma, nel tempo, gli impegni mi hanno allontanata dalla mia passione.
Ho ripreso a scrivere da circa 6 anni, un po' per gioco , un po' per la mia passione mai sopita.
Il mio scrivere non saprei definirlo bene.
Poesia, prosa…io dico che ogni cosa che mi emoziona mi porta spontaneamente a mettere nero su bianco, d’istinto, senza risparmio.
È un qualcosa di viscerale che nasce spontaneamente.
- Parlaci del tuo libro di poesie NUDA L’ANIMA IN RISACCA, come è nato?
Beh, scrivendo sui vari gruppi social dedicati alla poesia, ho avuto dei riscontri positivi e incentivanti e alcuni amici di penna, già molto avanti, mi hanno incitata a raccogliere questi miei scritti in una silloge.
Dopo vari tentennamenti ho deciso.
Il titolo mi si è palesato molto naturalmente, in quanto ho sempre associato il movimento del mare a quello dell'anima.
Il mare mi ha sempre ispirata a profonde riflessioni.
E poi lo adoro sopra ogni cosa…o quasi!
- A chi sono dedicate le tue poesie?
Non scrivo, solitamente, pensando preventivamente a chi o cosa dedicare i miei versi.
Tranne in casi eccezionali, come le poesie dedicate al mio adorato padre, che non c’è più da tanti anni.
Scrivo di getto su vari temi, con una vena di malinconia, propria del mio sentire ma sempre con note di speranza e fame di vita.
- Dedichi del tempo alla lettura, oltre che alla scrittura?
Certamente. È il mio cibo quotidiano.
Non potrei fare a meno di leggere.
Leggo un po' di tutto anche se non amo molto il genere Fantasy e Thriller.
- Che genere di libri ami leggere?
Amo leggere storie di vita, narrativa, letteratura ma, ripeto, leggo diversi generi, soprattutto se la trama mi intriga.
- Qual è il tuo autore/autrice preferito?
Eh bella domanda. Ne ho tanti, potrei dire che adoro la Mazzantini, la Allende, De Giovanni, Carofiglio, N. Sparks, Sandor Marai, De Silva, Grossman, Marone, Gramellini e tanti altri.
- Cosa si prova a vedere il proprio libro pubblicato?
È sicuramente un’emozione molto bella e profonda ma più che altro una passione che si concretizza per consegnarla a chi poi ne farà sua l’interpretazione.
- Che cosa ti appaga di più nello svolgere l’attività di scrittrice?
È un’esigenza ormai, come mangiare, dormire, passeggiare in buona compagnia.
È un’attività molto naturale, sgorga dal cuore e ne nascono versi.
Ciò mi rende felice, soprattutto la condivisione con chi vorrà apprezzare.
- Che altre passioni hai oltre la scrittura/lettura?
La musica, il mare, organizzare eventi, anche in piccolo, ho un diploma di Event Creator ma, in passato, ho fatto cose del genere all'interno del mio lavoro.
Mi piace viaggiare, spero presto. Mi appassiona molto conoscere nuove culture e vedere nuovi posti.
Mi attirano molto i borghi medievali, di cui l’Italia è ricca.
- Hai altri progetti editoriali per il futuro?
Per adesso non ci penso. Stavo abbozzando qualcosa di semi-autobiografico, già da tempo. Magari un giorno ci ritornerò.
Mai dire mai, vedremo.