Buongiorno lettori e lettrici 😉
Oggi vi parlo di "Bastano quattro minuti e trentatrè secondi" di Shiori Ota edito da Garzanti che ringrazio per la copia e la collaborazione💗
SCHEDA
Titolo: Bastano 4 minuti e 33 secondi
Lunghezza stampa: 256 pagine
Lingua: Italiano
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione:17 febbraio 2026
Molto bello e riflessivo!
Questo libro, come altri che ho letto in questo stile cozy Giapponese, è una vera coccola per l'anima.
E' sicuramente un libro incentrato sul presente e sul passato, che fa riflettere su come sarebbe geniale tornare nel passato per quattro minuti e trentatré secondi per cambiare qualcosa.
Ma non sembrerebbe così semplice, perché cambiare qualcosa nel passato significa anche modificare il presente.
La protagonista è Himari, una ragazzina bravissima a suonare il pianoforte, ma che purtroppo ha subito un incidente che ha portato delle conseguenze a una mano e ora non suona più.
Himari, grazie a una signora anziana che conosce andando a scuola, conosce il Tacet, un locale in cui prevalentemente viene servito il caffè.
Himari non ama il caffè ma la barista le offre un caffè molto dolce e in questo locale scopre un fatto davvero singolare: un tipo di caffè ha un tempo particolare di infusione di quattro minuti e trentatrè secondi durante il quale la persona che lo ha ordinato può tornare nel passato e modificare un evento o una scelta errata.
Himari conosce per esempio un marito che non è mai riuscito a regalare l'ultimo mazzo di rose alla moglie per il compleanno e ora ha l'occasione per farlo, e varie altre storie.
Il Tacet è un luogo magico in cui con un caffè si può fare un vero e proprio viaggio nel tempo, ma cosa succede quando poi si ritorna al presente? E quando una di queste storie riguarderà proprio da vicino Himari?
Questo libro mi è piaciuto molto perché è sia una storia magica e misteriosa, ma è anche molto riflessiva.
A tutti noi piacerebbe sicuramente tornare a qualche momento passato per cambiarlo, per rimediare a un comportamento, per cambiare una scelta, dire una cosa non detta. Sicuramente ci farebbe stare meglio con noi stessi, ma questo volume punta proprio sul fatto che poi il presente sarebbe diverso e quindi cambiare il passato può essere rischioso.
Mi è piaciuta molto l'idea di fare dei viaggi del tempo tramite un caffè e il fatto di avere poco tempo per effettuarlo.
E' un libro scorrevolissimo, molto intenso e profondo, ma narrato con una delicatezza immensa dal punto di vista di una ragazzina.
Una bella lettura davvero!
Buona lettura :)
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TRAMA
Se avessi pochi istanti per tornare indietro nel tempo, quale momento sceglieresti? Himari non ha dubbi: vorrebbe ritrovare la magia di quando le sue dita correvano sui tasti del pianoforte. Dopo l’incidente si sente alla deriva, e proprio per questo entra in un piccolo locale nascosto in un angolo di Hokkaido. Ad accoglierla c’è un vecchio orologio fermo sempre sulla stessa ora e, dietro il bancone, una donna che sembra custodire il tempo stesso. È lei a preparare la miscela di caffè giusta e a mettere in guardia chi varca quella soglia: si hanno soltanto quattro minuti e trentatré secondi per tornare al passato e rivivere l’istante che ha cambiato la propria vita. Il tempo di un’infusione. C’è chi finalmente porta i fiori che non aveva regalato alla moglie nel giorno del suo compleanno, l’ultimo che avrebbero trascorso insieme. C’è una ragazza che ottiene una seconda possibilità per salvare un’amica speciale. E c’è Himari, che impara presto quanto il passato sia fragile, e quanto sia rischioso cercare di correggerlo: non sempre rimediare a uno sbaglio significa trovare la pace, perché ogni scelta può generare conseguenze impreviste. Forse non è arrivata lì per caso; forse quel tempo sospeso la stava aspettando da sempre. Con questo romanzo amato dai librai giapponesi, Shiori Ota conduce i lettori in un viaggio nel labirinto dei ricordi e dei rimpianti e, con una prosa malinconica e avvolgente, mostra come a volte la vera magia non consista nel cambiare il passato, ma nel cambiare lo sguardo con cui lo si osserva. Solo così si trova il coraggio di andare avanti, perché viaggiare in ciò che è stato, anche per un breve istante, può essere proprio ciò che serve per riscoprire la felicità del presente.
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